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Utente: Elenamente
Nome: Elena
Rem tene, verba sequuntur

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non sono pronta
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non sono qui
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non sono soddisfatta
non sono sola
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non sono sveglia
non sono tollerante
non sono trendy
non sono un prodotto
non sono una
non sono utile
non sono vostra
non sono wendy
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olii essenziali
sì sa mai

credits
template realizzato da Kyiaia
distribuito qui ma anche su 1 2 3 4
thanks
grazie a shizoo per i goodies.

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BANG! Giù nel canestro! BANG! Giù nel canestro!
venerdì, 03 luglio 2009
Dico a Vinz che dipende dal sesso regolare.
Questo mio buonumore.
Ma in realtà c'è anche Adele che quando ride è un incanto della natura, e Linda che tutto può diventare una sfida, e Alice che ha sempre qualcosa da puntualizzare, com'ero io alla sua età.
In realtà c'è Frank Zappa nello stereo mentre il tramonto sbuca dalle montagne e io torno a casa.
C'è la cena che hai preparato e portarsi la birra e la sambuca in mansarda.
C'è passeggiare per il centro con i miei soldi, pochi ma miei, e decidere di fare un regalo. A me, a te, a mia madre che è così lontana e così vicina.
I grilli fuori dalla finestra e un silenzio irreale, la pirofila di tua madre che è diventata un posacenere e il mio cassetto delle meraviglie. Sentirti suonare mentre studio Nietzsche.
In realtà c'è anche che poi mi blocco su un pensiero e penso che lo noterai e mi lascerai sola perchè quando è così divento una bestia cattiva, e invece tu non hai mai paura, io ringhio e tu mi fai le carezze.
E te ne vai a fare prove mentre io resto a casa con la mia vita.
La mia tazza di caffellatte accanto alla salsa piccante e due birre vuote, i miei peluches e trovare plettri ovunque, stare seduti su un baule e scendere le scale alle 6 di mattina. Svegliarmi con te ogni giorno.

La mia parte marcia non si fa annunciare quando arriva, ma è diventata così prepotente e libera che sbuffa come borotalco e mi soffoca in un attimo.
Come tutto quello che sono.
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Roba
venerdì, 12 giugno 2009
Il punto è che di farmi una canna da sola, anche d'erba, non ne ho voglia.
I punti esterni sono tre. Uno unico che attraversa la ferita. Gli altri due per sicurezza.
La pelle era necrotica e talmente macerata che ce ne sono altri interni, molti. Profondi.
La sensazione del filo che scorre nella carne viva è dolorosa. Ma mai quanto la notizia dei giorni che serviranno per uscire da questa storia.
Ancora dieci. Infinite. Lune. Che. Guarderò. Da. Sola.
Ho dovuto rinunciare al mio monologo il giorno dello spettacolino finale. Troppo violento per la mia ferita pulsante così vicina al cuore.
E così questo è l'epilogo di un antico splatter post, che scrissi alla prima esplosione della cisti che ho rimosso l'altro ieri.
Era diventata una caverna infetta, dice il chirurgo.
Ho dovuto rinunciare alla partenza prevista per domani mattina.
Domani sera avremmo fatto l'amore con i miei al piano di sopra, ospiti a casa nostra. Avrei scaricato la macchina e rivisto la nostra cucina col frigo troppo piccolo e la tv che hai messo in questi giorni.
Avrei fatto vedere a mia madre il mio armadietto dei detersivi.
Avrei ascoltato mio padre lodare la meravigliosa valle che ci ospita e progettare settimane di vacanza in montagna per venirmi a trovare. Ti avrei baciato mille volte, mille volte, e accarezzato quel punto dolce fra l'orecchio e il collo. Quel punto che se lo toccasse un'altra la ucciderei.
Invece domani probabilmente mi alzerò presto e andrò al campeggio, incontrerò persone e starò attenta a non prendere il sole sui punti. Avrò momenti di malinconia nel notare le stesse facce di sempre invecchiate, brufoli al posto dei biberon e qualche triste assenza.

Ho scoperto di essere un contralto, o almeno così mi è stato detto.
Studierò canto? Non lo so.
Ho smesso di programmare la mia vita nel 2003.
E fin'ora non me ne sono pentita.

Mio nonno si sposa.
Mia nonna è morta nel 2003, e lui ora si sposa con una donna di cui non so il nome. Vorrei riuscire a partecipare con gioia al suo matrimonio, ma il 25 spero di essere ai Tezzeli.

Credo che nonostante tutto girerò e fumerò una canna d'erba. Da sola.
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Bill Kill Bill
venerdì, 05 giugno 2009
Ok, sono di pessimo gusto, lo so.
Ma cacchio Carradine si è impiccato, che palle.
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Cerca la guerriera
martedì, 02 giugno 2009
La storia è fatta da grandi uomini e grandi popoli
Vota Lega Nord
Ama la tua Terra

E la foto di Umberto Bossi.

Trovare cose del genere sul messenger di Msn mi ricorda una volta di più che siamo in decadenza.

Ho letto un libro dalla trama scadente e l'italiano ricercato.
Come credevo che fosse D'annunzio.
Il libro scadente era di un autorino contemporaneo, adesso sto leggendo L'Innocente, e per ora non è affatto scadente.

La nostra casa, il nostro mondo.
La nostra vita.
E' qualcosa che va oltre tutto con la potenza del mare.
Amami ancora.
Fallo dolcemente.
Un anno un mese un'ora.
Perdutamente.
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Che svolta che sei
lunedì, 25 maggio 2009
Cerco di dirti tutto quel che è giusto che tu sappia.
E continuo ad avvertirti di tanta durezza, del cinismo in agguato.
Ma in fondo tu sposti le cose brutte così semplicemente che io cinica non sono.
E penso alla nostra casetta.
Convivere.
A te e me che siamo finalmente nell'intimità totale. E ci guardiamo come compagni.
Tutto mi fa pensare che qualunque cosa accada noi due ce la faremo.
Tutto mi fa pensare che qualunque cosa accada per me sarai sempre l'eroe senza macchia e senza paura, però umano e vero, vero e umano.
Nel sole e nella pioggia.
E sì, mettiamo i fiori sul balcone anche noi. Ma lo rifaremo mai il letto?
Uscire a comprare le cose. O inventarcele tutte. Perchè il bello è sapere che io e te possiamo anche ribaltare uno scatolone e farci il tavolinetto zen. Ma anche stare lì con i chiodi e il martello. O montare il mobile Ikea.
Comunque sarà bello.
Sarà dolce. E intenso ogni secondo.
Poi ci sarà tutto quello che c'è e che tutti ci dicono. La monotonia, l'abitudine, la noia.
Ma non in questa nostra splendida estate.
E sono qui che mi guardo intorno cercando di capire cos'è che voglio portarmi lì a casa nostra.
Tante foto tutte su una parete, come abbiamo visto al museo d'arte contemporanea. Le mie e le tue. Poi, quando le avremo, anche le nostre.
E ho comprato uno scampolo di stoffa che useremo come tovaglia.
Ti ho preso i pantaloni a righe.
Perchè sei la mia famiglia.
Sono la tua donna. Ed è una sensazione che mi fa scoppiare la testa e lo stomaco.
Come quando dovevo entrare a Gardaland a 6 anni, e scoprivo che la felicità fa male alla pancia. Come l'applauso del pubblico, come una lode preziosa.
Tu rientri nella prestigiosa rosa delle sensazioni più belle della vita.
So di rientrare a mia volta nella tua.
Tutto mi fa pensare che qualunque cosa accada noi due ce la faremo.

 Che il sorriso che hai,
così mio e così luminoso,
rimarrà sempre per me così bello da amare,
se non tutto,
per sempre almeno quello.

Elenamente | luce [ commenti ? ]


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