Arrivederci Amore Ciao
venerdì, 28 novembre 2008, 14:36
Non si può dire certo che io
non c'abbia pensato
Mancanza di tempo non è un concetto che m'appartiene al momento
Ho riflettuto alla noia perchè
Non è stato facile e non lo è tutt'ora
E' come un continuo resistere alla corrente
Come un richiamo che nego
E proseguo
Solo perchè mi dò forza pensando
Che in fondo non mi hai mai voluta
Bensì sempre accettata come si accettano i doni
Un grazie gentile, la cura che basta a non rompermi
A tenermi lì
Ma non mi hai mai strappata di forza da nessun luogo
E' il tuo modo di vivere
E la ragione per cui mi sono sentita padrona
Di scegliere
Sacrosanto diritto
Come però anche quello di impedirmi la fuga
Perchè io scappo
Questa cosa l'ho capita col tempo
Sono terrorizzata dalla stabilità
Immatura, quel che ti pare
Più che altro assai diffidente
Mi dico
Ti immagini stare per anni convinta di cose
Non vere?
Tu lo sai meglio di chiunque altro che per me conta solo la verità,
E' un'ossessione la mia
Una condanna
Ma è anche la linfa
La luce
Così io non posso stabilirmi dove non ho certezze
E per averne ci vuole tempo
E ancor di più ci vuole amore
Tanto amore, coraggioso
e paziente
Perchè ho sempre detto in giro di essere quella che dà
Sempre felice
La più forte del mondo con le bisacce
Strapiene di doni
Ed è un po' vero un po' no
Nel senso che quando ho finito di dare io non so chiedere niente
Per cui me ne vado
Come in perenne missione
Non l'ho mai deciso ma viene da sè
Io scappo perchè non so fingere
E ho paura delle mie reazioni di fronte ai doni della vita
Perchè ti fa paura quello che succederà se poi ti senti uguale
Faccio prima ad andare via
E non serve riflettere per fermarmi
Basta l'amore
Perchè l'amore ti fa fare cose
Ti dà la forza e la fantasia
Non serve altro
E tu non ne provi
Per quanto il benessere dovuto alla mia presenza ti sia stato caro
Quello non era amore
La contentezza nel vedermi arrivare
Non è amore
Amore è darsi
E tu non vuoi più darti
Perchè hai sofferto come tutti prima o poi e non rischi mai
Muri di gelida rassegnazione
Questo avevo davanti
E non c'è niente di peggio
Che l'assenza di speranza negli occhi di chi scegli
E' come aver già perso
Prima di giocare
E io non ce la faccio a sceglierti così
Nè posso cambiarti
Nè spiegarmi meglio
Quando dico che la vita è semplice
Lo credo davvero
Posso complicarla per non accettare
Ma resta quella.
Come restano
Ricordi meravigliosi
Che mi stringono il cuore fortissimo a volte
Tanto da piangere e sorridere insieme
Momenti che custodirò per sempre
E sorrisi
La certezza che sei unico e speciale
Perchè è vero che stavo cercando te
Ma non avevo messo in conto che tu
Non cercassi me
E quanto vorrei poterti abbracciare
Senza soffrire entrambi
Dirti che c'ero, ci sono
Ci sarò
Ma alla distanza giusta
Quella che abbiamo scelto entrambi
Anche se mille e mille volte vorrei correre da te
Aspetto il giorno in cui non sentirò più niente
Arriverà
Ma ti prometto che le nostre cose
Resteranno sacre
Senza il fango del rancore
Ti prego fai altrettanto
Che è stato tutto vero, non ti ho mentito mai.
Urgenza di Elenamente
in: *olii essenziali
commenti (29)
Tiziano
mercoledì, 26 novembre 2008, 01:32
Tiziano è il classico eroe sbadato. Lo vedi assumere pose serissime di concentrazione e muoversi felino fiutando il pericolo. Poi, immancabilmente, sbatte.
Ovunque. Fa per alzare un braccio di scatto, e prende la porta. Si volta all'improvviso dicendo ssssh, e fa cadere la bottiglia.
E' uno di quegli eroi a cui concedi di essere un cazzone.
Perchè ti fanno simpatia, li vedi che ci provano. Come Jim Carrey. Hugh Grant. Come un personaggio di Hornby. O di Palahniuk.
Voglio dire, il potenziale in fondo c'è. E' quello che conta.
Urgenza di Elenamente
in: *conosciamoli meglio
commenti (12)
sabato, 22 novembre 2008, 03:13
An almost made up poem scrive:
tradotto? Vuoi scopare?
An almost made up poem scrive:
e basta?
Elena scrive:
oh mio dio no
Elena scrive:
vorrei semplicemente un mio simile.
Elena scrive:
femmina, maschio, non importa.
Urgenza di Elenamente
in: *
commenti
DottorG sul finale
giovedì, 20 novembre 2008, 18:24
Del tipo che se fossi in voi lascerei stare il post e andrei alla foto.
Ho cambiato quadro.
Come nei videogiochi. Adesso tutto quello che avevo imparato a fare non serve a niente.
Certo, i poteri sono sempre quelli.
Ma lo scenario, i nemici e l'obiettivo sono nuovi.
Forse ho proprio cambiato videogioco.
Perchè adesso non ha importanza la verità, anzi.
Sono giorni che penso allo scorrere.
Scorrere, torneremo a scorrere.
Tutto scorre.
Leopardi ha scritto che la vera felicità sta nell'attesa. Il sabato del villaggio.
Io sono al martedì del villaggio, mi sa.
Non vorrei farmi la dormita settimanale proprio di sabato, ma la vita non è come la settimana, mica lo sai quando ti conviene stare attenta.
Per cui proseguo con le mie valutazioni post-operatorie, mentre sfido il malditesta a fuochi incrociati: l'aspirina americana da un lato e l'autogol della sigaretta dall'altro. Io lo sfido, poi vedesse lui se aumentare o sparire.
Questo computer sta andando a farsi fottere.
Come anche la mia vita.
Sono tornata da Pantelleria con l'assurda convinzione che tutto fosse rimasto dov'era, com'era. Certa dell'aderenza completa fra realtà e ricordo.
Sono quattro mesi, cosa vuoi che sia.
Poi mi sono resa conto che io non ero la stessa e anche intorno a me qualcosa era cambiato.
Ora, e solo ora, mi rendo conto della verità: è proprio andato tutto a puttane.
Non c'è traccia di niente.
Nulla è rimasto quel che era, alla faccia di chi dice che quando torni da una fuga trovi gli stessi problemi di sempre. Magari.
Adesso sono come un foglio bianco.
Su cui sto scrivendo a matita. Tenendo nella sinistra la gomma pane, che non lascia traccia di eventuali scelte sbagliate.
E' tutto provvisorio.
E' tutto evanescente.
Tranne la consapevolezza che di questo a nessuno fregherà mai un cazzo.
Neanche a me in fin dei conti.
Il mio è un fissare le svolte, su questo pezzo di web.
L'ho sempre detto: scrivo quando sono certa.
Quando raggiungo il massimo della consapevolezza riguardo il pensiero in oggetto.
E allora eccomi qua.
De nuevo.
Apparte che man mano mi rendo conto di quanto molto si ripeta.
Non mi stupisco più quando vedo qualcuno affrontare con scarso entusiasmo una cosa che io non ho mai fatto: semplicemente, contano le prime volte.
E le seconde, va.
Vale ancora la storia delle scatole, che non so dove avevo scritto.
Queste realtà che ti circordano in tutta la loro importanza, e che poi passano e ti rimangono alle spalle, per apparire sotto forma di insignificanti scatole di ciarpame quando ti volti.
Pensare che io neanche mi volto.
Tanto mi porto appresso tutto il necessario.
E quel che mi fa soffrire non è mai necessario. Sta cosa dovrei divulgarla.
Le persone si trascinano dietro zavorre di ricordi negativi. Che cazzata.
Mi dispiace di essere così fredda.
Un tempo ero un iceberg. Sto diventando un blocco d'acciaio.
Qua non si tratta più di far sciogliere il ghiaccio con un po' di calore.
Bisogna avere la chiave giusta, e basta.
Inutile star lì a menare il can per l'aia. Anche questa frase andrebbe divulgata. La gente perde tempo.
Ragiona, ripensa, si rigira nel letto.
Grovigli di stronzate, quando se è sì è sì, e se è no è no.
La vita è facile. Fa schifo, ti spacca in due, ti uccide a volte. Ma facilmente.
Sento di poter dire di essere una delle persone più rispettose che conosco.
Così, per dire.
Ho una gran voglia di vuotare il sacco ma non basta mai, sto scrivendo ovunque ed è per questo che benedico questi periodi di merda.
Senza di essi non ci sarebbe tempo per pensare a come ci si può salvare. Oltre al fatto che non ce ne sarebbe motivo.
In definitiva sto bene.
Mi reggo in piedi, mi è passata l'emicrania, tra poco ho il corso di teatro.
Certo non sono mai stata così sola in vita mia.
Era un momento annunciato, voglio dire.
Sono un'asociale, lo so.
Anzi, a dire la verità sono proprio sociopatica.
A teatro ad esempio. L'insegnante mi butta letteralmente addosso agli altri, continuando a ripetermi che devo imparare a non essere individualista.
Eh. Già.
Non mi fanno schifo le persone.
Non penso di fare schifo alle persone.
Ma c'è l'eventualità che sia così. Sia per me che per loro. E siccome in questa società di merda dire la verità è un reato, io non so mai davvero cosa credere di quel che mi trasmettono gli altri.
Così, nel dubbio, resto distante.
Mi sembra logico.
Attendo segnali convincenti, lanciandone a mia volta a profusione, perchè non sono certo una che si risparmia.
Nei segnali.
Non rischio.
E così lei mi sta insegnando a rischiare. Almeno sul palco. Devo poggiare la testa sulle spalle di qualcuno, toccare un viso, dare la mano, abbracciare.
Per me è un muro da scalare.
Per cui figuriamoci quando non c'è l'insegnante nei paraggi, cioè quasi sempre, che tipo di persona posso essere.
Io non cerco nessuno.
Raramente rispondo a chi mi cerca.
Me ne sto per i fatti miei, un po' stupita e un po' serena.
E' strano pensare che ami fare l'animatrice? In realtà no. Le relazioni di una settimana sono fantastiche: non fai in tempo a scoprire che schifo hai davanti. Reciprocamente parlando.
Ti scambi il necessario man mano che si avvicina l'addio, e rimane il meglio.
Ricevo chiamate da numeri che non conosco. Questo però era uno squillo...ancora gli squilli cazzo.
E ogni volta penso oh, stai a vedere che è tipo l'uomo dei miei sogni che mi ha vista di sfuggita e mi ha cercato per sei mesi, e alla fine mi ha trovata.
Certo è che l'uomo dei miei sogni non fa gli squilli alla cazzo.
A proposito di uomini, direi che è giunto il momento di presentare il mio nuovo sogno erotico.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono rassegnata, non sono soddisfatta, non sono depressa, non sono a disagio, non sono impegnata, non sono accanita
commenti (10)
mercoledì, 12 novembre 2008, 03:21
Sono opportunista, solo opportunista.
Nel senso più altruista del termine. Mi piace che tutto vada bene, mi impegno per l'armonia degli elementi.
Il nemico del naso raffreddato: il tovagliolo ruvido di plastica.
Beccatevi anche le mie stronzate.
E le mie verità, sempre più rare non perchè non se ne partoriscano, ma perchè ogni giorno è più evidente che non servirà.
Non servirebbe.
Sperare che sia utile mi farebbe sentire come un punk, nel momento in cui si rende conto che la sua rivoluzione ideale è finita prima ancora di iniziare.
C'è una canzone di Caparezza, cantautore che stimo moltissimo, che fa:
Urgenza di Elenamente
in: *non sono ferma, non sono la stessa
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