Un minuto alla volta

Così.

domenica, 21 dicembre 2008, 00:06



In amore vince chi fugge, si dice.
La domanda è: cosa si vince?



Urgenza di Elenamente
in: *non sono avida, non sono accanita, non sono eroica, non sono furba
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DottorG sul finale

giovedì, 20 novembre 2008, 18:24



Del tipo che se fossi in voi lascerei stare il post e andrei alla foto.

Ho cambiato quadro.
Come nei videogiochi. Adesso tutto quello che avevo imparato a fare non serve a niente.
Certo, i poteri sono sempre quelli.
Ma lo scenario, i nemici e l'obiettivo sono nuovi.
Forse ho proprio cambiato videogioco.
Perchè adesso non ha importanza la verità, anzi.
Sono giorni che penso allo scorrere.
Scorrere, torneremo a scorrere.
Tutto scorre.
Leopardi ha scritto che la vera felicità sta nell'attesa. Il sabato del villaggio.
Io sono al martedì del villaggio, mi sa.
Non vorrei farmi la dormita settimanale proprio di sabato, ma la vita non è come la settimana, mica lo sai quando ti conviene stare attenta.
Per cui proseguo con le mie valutazioni post-operatorie, mentre sfido il malditesta a fuochi incrociati: l'aspirina americana da un lato  e  l'autogol della sigaretta dall'altro.  Io lo sfido, poi vedesse lui se aumentare o  sparire.
Questo computer sta andando a farsi fottere.
Come anche la mia vita.
Sono tornata da Pantelleria con l'assurda convinzione che tutto fosse rimasto dov'era, com'era. Certa dell'aderenza completa fra realtà e ricordo.
Sono quattro mesi, cosa vuoi che sia.
Poi mi sono resa conto che io non ero la stessa e anche intorno a me qualcosa era cambiato.
Ora, e solo ora, mi rendo conto della verità: è proprio andato tutto a puttane.
Non c'è traccia di niente.
Nulla è rimasto quel che era, alla faccia di chi dice che quando torni da una fuga trovi gli stessi problemi di sempre. Magari.
Adesso sono come un foglio bianco.
Su cui sto scrivendo a matita. Tenendo nella sinistra la gomma pane, che non lascia traccia di eventuali scelte sbagliate.
E' tutto provvisorio.
E' tutto evanescente.
Tranne la consapevolezza che di questo a nessuno fregherà mai un cazzo.
Neanche a me in fin dei conti.
Il mio è un fissare le svolte, su questo pezzo di web.
L'ho sempre detto: scrivo quando sono certa.
Quando raggiungo il massimo della consapevolezza riguardo il pensiero in oggetto.
E allora eccomi qua.
De nuevo.
Apparte che man mano mi rendo conto di quanto molto si ripeta.
Non mi stupisco più quando vedo qualcuno affrontare con scarso entusiasmo una cosa che io non ho mai fatto: semplicemente, contano le prime volte.
E le seconde, va.
Vale ancora la storia delle scatole, che non so dove avevo scritto.
Queste realtà che ti circordano in tutta la loro importanza, e che poi passano e ti rimangono alle spalle, per apparire sotto forma di insignificanti scatole di ciarpame quando ti volti.
Pensare che io neanche mi volto.
Tanto mi porto appresso tutto il necessario.
E quel che mi fa soffrire non è mai necessario. Sta cosa dovrei divulgarla.
Le persone si trascinano dietro zavorre di ricordi negativi. Che cazzata.
Mi dispiace di essere così fredda.
Un tempo ero un iceberg. Sto diventando un blocco d'acciaio.
Qua non si tratta più di far sciogliere il ghiaccio con un po' di calore.
Bisogna avere la chiave giusta, e basta.
Inutile star lì a menare il can per l'aia. Anche questa frase andrebbe divulgata. La gente perde tempo.
Ragiona, ripensa, si rigira nel letto.
Grovigli di stronzate, quando se è sì è sì, e se è no è no.
La vita è facile. Fa schifo, ti spacca in due, ti uccide a volte. Ma facilmente.
Sento di poter dire di essere una delle persone più rispettose che conosco.
Così, per dire.
Ho una gran voglia di vuotare il sacco ma non basta mai, sto scrivendo ovunque ed è per questo che benedico questi periodi di merda.
Senza di essi non ci sarebbe tempo  per pensare a come ci si può salvare. Oltre al fatto che non ce ne sarebbe motivo.
In definitiva sto bene.
Mi reggo in piedi, mi è passata l'emicrania, tra poco ho il corso di teatro.
Certo non sono mai stata così sola in vita mia.
Era un momento annunciato, voglio dire.
Sono un'asociale, lo so.
Anzi, a dire la verità sono proprio sociopatica.
A teatro ad esempio. L'insegnante mi butta letteralmente addosso agli altri, continuando a ripetermi che devo imparare a non essere individualista.
Eh. Già.
Non mi fanno schifo le persone.
Non penso di fare schifo alle persone.
Ma c'è l'eventualità che sia così. Sia per me che per loro. E siccome in questa società di merda dire la verità è un reato, io non so mai davvero cosa credere di quel che mi trasmettono gli altri.
Così, nel dubbio, resto distante.
Mi sembra logico.
Attendo segnali convincenti, lanciandone a mia volta a profusione, perchè non sono certo una che si risparmia.
Nei segnali.
Non rischio.
E così lei mi sta insegnando a rischiare. Almeno sul palco. Devo poggiare la testa sulle spalle di qualcuno, toccare un viso, dare la mano, abbracciare.
Per me è un muro da scalare.
Per cui figuriamoci quando non c'è l'insegnante nei paraggi, cioè quasi sempre, che tipo di persona posso essere.
Io non cerco nessuno.
Raramente rispondo a chi mi cerca.
Me ne sto per i fatti miei, un po' stupita e un po' serena.
E' strano pensare che ami fare l'animatrice? In realtà no. Le relazioni di una settimana sono fantastiche: non fai in tempo a scoprire che schifo hai davanti. Reciprocamente parlando.
Ti scambi il necessario man mano che si avvicina l'addio, e rimane il meglio.
Ricevo chiamate da numeri che non conosco. Questo però era uno squillo...ancora gli squilli cazzo.
E ogni volta penso oh, stai a vedere che è tipo l'uomo dei miei sogni che mi ha vista di sfuggita e mi ha cercato per sei mesi, e alla fine mi ha trovata.
Certo è che l'uomo dei miei sogni non fa gli squilli alla cazzo.
A proposito di uomini, direi che è giunto il momento di presentare il mio nuovo sogno erotico.



Costui è Guido Caprino e sì, mi vedo Amiche Mie. Margherita Buy è meravigliosa.
Adios.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono rassegnata, non sono soddisfatta, non sono depressa, non sono a disagio, non sono impegnata, non sono accanita
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Alla mia

sabato, 18 ottobre 2008, 01:51



Ci sono delle cose che ormai fanno parte di me spontaneamente, silenziosamente.
Sono le cose a cui credo, le mie teorie.
Il modo in cui vivo.

Credo che non ci voglia niente a sapere chi hai davanti, mai.
Perchè il modo di muovere le mani di una persona racconta, come l'espressione assorta e la qualità della pelle.
Credo che una faccia brutta non porti mai buone sensazioni.
Credo che ci porta buone sensazioni, chiunque sia, non sarà brutto ai miei occhi, mai.
Credo che la bellezza sia espressione di felicità, non canone.

Credo che sottoforma di energie tutte diverse fra loro, ci arrivi sempre la giusta scossa.
Credo però che ci abbiano insegnato a non saper interpretare le nostre scosse.
Io vivo cosciente di questo.

Credo che per ritrovare se stessi nell'impiastro con cui hanno farcito sia spesso difficile.
Credo comporti sofferenza, a volte.
Ma credo anche che se deve esistere un dovere morale, il nostro è quello di vivere con i sensi.
Rincorrendo la scia di profumo.

Le persone sembrano inconsapevoli, e spesso lo sono.
Ma volendo, ci si può percepire.
A volte ho osservato persone capire. Ed erano splendide mentre si affacciavano appena, incuriosite.
Ma poi le ho perse, di nuovo ingarbugliate nel nastro trasportatore.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono rassegnata, non sono ferita, non sono ferma, non sono speciale, non sono depressa, non sono innamorata, non sono formale, non sono accanita, non sono utile
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Disarmo

sabato, 03 novembre 2007, 15:25



E sì, mi si può dire che ho una vita mediocre
Ma più spesso ancora che sono arida
E diffidente
Che vado in giro e ho il passo del guerriero
E che egoista
Lei non ha capito quanto si sta male
Sì, mi si può dire
Sfuggo scappo scappo scappo scappo
Come un randagio e ringhio
Dimmelo
Che si provi a lacerare con una sentenza
Ma poi sia subito fuga
O l'accettare che è l'umano a far ringhiare
Quando sfodera
E tutti
Tutti noi
Sfoderiamo
E dietro ogni sorriso o complimento
Dietro il più dolce degli abbracci
Dietro le attenzioni e lo sfiorarsi
Alla solennità del dichiararsi amanti
Abbiamo tutti l'arma
Del disprezzo
Pronta a subentrare quando l'altro volge altrove
Il proprio sguardo
Disprezzare per non accettare
Che non esiste insieme che non comprenda soli
Che non si è soli se non si sta insieme
Che lo stare è segno
Di un momento
E che forse per amare
Dico forse
Per Amare
Quell'arma maledetta va riposta
Lanciata via lontano
Distrutta insieme è come scegliere
Di non farsi più del male dirsi
Tu sei il mio compagno adesso
Ma potrai andare sempre e non tornare
Questo è il nostro momento
Ed è precisamente ora che ti amo
Questo amarti lo ritroverai nei pressi, in un baule
Dio se lo ricordo, quando mi fa bene
Quando sei partito l'ho nascosto dove non potevo non sapere
Mi sono imposta di chiuderlo a chiave
Non credendo di vederti più tornare
Tu l'hai lasciato in fondo alla tua sacca
E a volte era così sommerso che l'hai dimenticato
Ma svuotala qui, senza paura
Mostrami dov'eri e come stavi chi baciavi
Mostra i souvenir e le ferite che riporti
Fruga e trovami, ci siamo
Così miseri e umani, così sbagliati
Così disperatamente soli amore soli
Così incapaci e stanchi
Così marci
Ma io disarmata e morbida
Tu disarmato e splendido
Basta punizioni
Farsi male e poi ottenere
Amo quel che sei
Mai quel che mi dai
Quindi mi si dica pure arida
Mi si dica diffidente
Poi si accetti che io so facilmente stabilire
Che armi punterai contro il mio fianco
Seguo il tuo sguardo ed è una traiettoria
Fuggo isterica è vero
E faccio bene
Che io l'ho visto muoversi il mio uomo disarmato
E il fianco me lo accarezzava tenero
E nei suoi occhi c'era il giuramento di non ferirmi mai
E non l'ha mai fatto
Io l'ho visto un uomo disarmato
Adesso so che esiste una tale meraviglia
A lui dirò
Tu sei il mio compagno adesso
Ma potrai andare sempre e non tornare
Questo è il nostro momento
Ed è precisamente ora che ti amo.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono intoccabile, non sono avida, non sono accanita
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Sempre e Per Sempre Bene

giovedì, 01 novembre 2007, 15:20



E qualunque cosa accada
Se non mi dovessi più trovare
Se anche non venissi più a cercarmi
Ricordami soltanto per quel giorno
Ricordami soltanto per le volte
In cui eravamo nello stesso mare
Incrocerai un ricordo al mio sognarti
Un giorno
Ridente come non ti ho mai potuto avere
Lungo una strada buia ma
A brindare
E da chissà dove e chissà con chi
Mi avrai ridente al fianco e
Brinderemo insieme
Che qualunque cosa accada
Io ti vorrò sapere bello e pronto a sorgere splendente
Come una fenice
E non sarai mai così lontano da non volerti dire
Sii felice
Non ti fermare
E non importa quale pelle sceglieranno le tue mani
Come ti ho incontrato, cosa ne è di noi
Lascio fra i fili di quest'erba umida
Neanche una lacrima soltanto
Che la passione non diventa odio
Nè tornerà mai all'indifferenza
Ma giorno dopo giorno brucia meno e poi diviene
Quel particolare amore
Lieve e dolce
Impermeabile al rancore
Prodigo di auguri e non più avido
Immortale amore del più puro e vivido
Volerti sempre e per sempre bene.

Ascoltando "Luce Dei Miei Occhi" - Einaudi



Urgenza di Elenamente
in: *non sono intoccabile, non sono accanita
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