Il buono, il bello e il cattivo
domenica, 14 dicembre 2008, 03:28
1
Le nostre mani sono una cosa autentica quando si toccano per caso, sono una delle cose che noto.
Io non riesco
per natura
a fidarmi delle parole
nè tantomeno dei gesti plateali, dimostrativi.
Anzi, direi che faccio fatica persino ad accettarli.
Mi mette in crisi col mondo pensare che basti voler dimostrare qualcosa, perchè questo qualcosa sia creduto vero.
Non mi fido degli uomini che incontro perchè so dove vogliono arrivare.
E purtroppo capisco sempre come.
E non mi piace quasi mai.
Mi auguro sempre una totale aderenza fra la volontà prima e l'atto dimostrativo.
In soldoni, se si tratta di una scopata, fammelo capire e scopiamo. Scopami e basta.
Considero tutto il resto moine.
Poi ci sono i nonostante.
Ai nonostante credo sempre.
Perchè se arrivi a volere qualcosa e a cercare di ottenerlo nonostante le difficoltà, nonostante la certezza di fallire, nonostante l'evidenza che si tratti di un errore...sei vivente, sei autentico.
Come le nostre mani.
Le mie e le tue. Così diverse. Così lontane. Così piacevoli insieme.
Che sia un foglio, una penna, un discorso che mi fai.
Sono sempre così prossime alle mie che a volte vorrei stringerle all'improvviso.
Ma spezzerei l'incanto.
E non voglio, perchè è questo che amo. Gli incanti autentici, spontanei, privi di strategia.
Perchè tu una stratetegia, con me, non puoi averla. Non puoi, non puoi e basta.
E così tutto quel che fai è solo per il piacere del momento.
Eccola, la verità.
Il singolo momento privo di senso. L'impulso cieco, inutile.
Amo l'assenza di buoni motivi.
E tu di buoni motivi non ne hai, neanche uno. Nè ora, nè mai.
Però è così bello.
Bellissimo.
Camminarti di fianco al supermercato, poi sotto la pioggia. Tu che ridi sempre, che non sai niente.
Sapere che questo è il mio posto, finchè rimaniamo qui in questa stanza, io sto con te.
E' come se fosse un diritto.
E' una cosa piccolissima e banale, ma quando fa caldo vicino a te.
Non è poi quel caldo torrido da scoparci in piedi al primo buio in sala. E' quel caldo da fare l'amore coi baci, da chiacchiere sottovoce. Nella stanza attigua.
Finisce tutto quando non mi sei più davanti. Tu non sei e non sarai mai l'uomo della mia vita. Ossia, tutta una vita con te non la vorrei. Nè tu potresti mai volerla con me.Ma è come un microcosmo che appare e scompare, tu e la nostra coppia fissa, tenera, complice. Così dolce.
Sei così dolce. Ecco cosa sei. E io che
Cazzo
Io no. Io la dolcezza la considero moine, per l'appunto. Ma la tua è autentica.
E non smetterei mai di scrivere di te
Anche se a livello comunicativo può risultare inutile, o noioso
Io vorrei dirtele queste cose qui, ma non posso. Anche questo fa parte dell'incanto.
Non si può dire niente. Regola numero uno.
E poi abbiamo le nostre parti. E io spero che tu qua non legga mai, perchè va bene la verità, ma sarebbe complicato farti capire quanto poco conta tutto quello che sto scrivendo.
Amen.
Abbiamo le nostre parti. Non siamo io e te, sono lei e lui. Loro.
E loro si amano. A modo loro. E forse questo mestiere è così bello proprio perchè le emozioni vai a prendertele nelle vite altrui, ma in fondo le provi.
E allora. Nonostante ci sia altro da studiare, l'intero teatro ci vortichi intorno, una collega, sola, ci stia fissando annoiata... Noi ci mettiamo a fare l'esercizio. A riprenderci quel microcosmo lì.
Stasera mi hanno chiesto di me e te. Tutte.
E io ho detto che mi piaci un casino, perchè ho deciso che reciterò comunque solo a teatro. Dire balle mi limita. E del giudizio non me ne frega un cazzo.
Un'altra si è seduta in mezzo a noi e poi ha detto ops, scusate, volete fare cambio così state vicini?
Ma tanto è uguale, puoi anche stare lontano. Basta guardarsi.
Prima tu, poi io. Ti sento eh. Poi insieme. E poi il sorriso, che non c'è un cazzo da sorridere, ma oh.
E le nostre mani.
Stiamo sempre davvero vicini. Vorrei che rimanesse così per sempre. Vorrei potesse bastarci senza stancarci mai. E forse sarebbe anche possibile, se accettassimo di vivere sul serio.
Senza star lì a darsi le regolate.
Perchè io in fondo non mi regolo, me ne frego. Tu lo sai, te l'ho detto, io sono libera e giovane, sto andando per la mia strada. E se non mi struscio è perchè non è nel mio stile, non per buonsenso.
Ma ti dico cosa mi piace, come mi piaci. Io ti vivo come voglio.
E voglio la tua semplicità. Come è tutto chiaro con te. Va tutto bene. E ci sono sempre piccole cose, ovunque, che cogli e ti sorprendono e io ti guardo spiegarmele e dico wow, non lo sapevo. E tiri su le spalle e dici "Eccerto".
E sei bello. Oggi poi eri proprio bellissimo, e io non credevo tu ti vestissi così, perchè di solito sei in tuta. Ma cazzo. Gli stivali.
2
Dio che ti farei.
Dio che ti farei.
Dio che cazzo ti farei.
Ogni volta che si apre la porta e tu esplodi dentro la stanza io disintegrerei l'umanità per averti un attimo da solo, perfetto.
Sono cinque secondi, e tu sei fuori dall'altra parte. Hai salutato qualcuno, hai fatto una battuta, chiesto una cosa. Stai lavorando altrove, con l'altra compagnia. Ma sono cinque secondi in cui io non ci sono per nessuno. Che già vederti è un piacere.
A volte lo dico proprio sottovoce, porcodio. Tipo stasera che avevi quel cappello, la sciarpa.
Ma alla fine è uguale, come stai stai.
Dio sei perfetto.
Energia che fluisce attraverso la materia e la luce.
Hai gli occhi più belli che io abbia mai visto. Due frecce, due lame che tagliano l'aria e io dico guardamiguardamiguardami e quando lo fai io mi sciolgo.
Non so fare altro, proprio non vedo cosa potrei mai fare.
Sì, è per come ti muovi, anche. Per il culo più bello del mondo, chiaro. Per le mani le braccia, i tendini.
La muscolatura perfetta, tonica. Giusta.
Ma è soprattutto per quando vuoi. Per come cerchi le cose.
Per come ti dai. Che a pensare a come sarebbe essere la cosa che vuoi, è da sbracciarsi, eccomi, eccomi.
Non sei elettrico, è qualcosa di più naturale. Come un fiume. Come il vento.
Non hai nulla di limitante addosso, sembra che i giorni nostri non ti sfiorino neanche alla lontana, sei libero da qualunque pregiudizio. Perfetto e neutro, ineccepibile.
Esatto.
Ma non è l'esatto pomposo del sapientino, nè la precisione del maniaco.
Ci stai dentro alla perfezione, hai capito come funzioni e sei al massimo delle tue facoltà, non ti fa paura niente.
3
Che ti guardi così.
Siamo vestiti uguali. Ci assomigliamo in tutto e per tutto. Cazzo sembri tipo il mio clone al maschile.
E io con te scappo, perchè mi fai paura, ma poi torno, perchè mi attrai.
Quella luce cattiva negli occhi. Perfido sei.
Tu ti aggiri con questo fare sborone in attesa che la tua mente crei. Sei autorizzato a dirigere l'arte qui dentro e te la stai letteralmente spassando come pochi al mondo.
Porti in giro il tuo bicchiere di rosso e scegli. Con chi parlare, cosa fare, come muoverti.
La sai eh. Cazzo se la sai. E non te la fai dire, che già la sai.
Parli sempre a me. Anche se è un cerchio di decine di persone. Mi fissi.
Sfrontato. Mi sorridi con tutta l'arroganza del creato.
Io ti rispondo innocua, perchè decidi tutto tu e questa cosa non mi piace. Ma è un fastidio torbido, che paradossalmente mi attira.
Così torno indietro, aspetto che tu finisca di parlare, ti chiedo una cosa.
E tu mi vieni così vicino che io indietreggo, ma tu avanzi. E io mi fermo, ma abbasso la testa, ti sparerei in faccia per quanto mi rendi vulnerabile e quando alzo gli occhi me li inchiodi dentro ai tuoi e non mi rispondi. Mi fissi e ti avvicini ancora di più.
Penso così impari a tornare indietro a chiedere la cosa, nella tana del lupo.
Ma ho l'arma della professionalità, per cui resto lì e aspetto, tu rispondi. Io ti ringrazio, e quando mi muovo per andarmente ti rispondo, solo allora, con un sorriso.
Che intendi alla perfezione.
Non so che fine farai. Perchè tu sei uno di quelli che si vedono una volta ogni tanto, è un'eccezione spaziotemporale che ci vede insieme. Ma se potessimo.
Cazzo con te sarebbe arte e letto, letto e arte. Tutto il giorno.
E vino rosso.
E sarei una regina degna, lo sai. Perchè mi capisci, sai cogliermi.
Mi provochi. E sei un maledetto bastardo con idee assurde e gente che si sbatte intorno perchè per quanto ci credi non si può non fidarsi. Qualcuno dice che è una tattica, che strumentalizzi le persone.
In parte è vero. Ma chiunque diriga strumentalizza, altrimenti a cosa servierebbero le persone da dirigere?
Ma sei uno che dice scusa, cazzata mia. Uno che dice sì, meglio come dici tu.
Uno che dice le cose come stanno e non è che fa il superuomo. Lo è. In quella dimensione, lo è senza bisogno di dimostrarlo.
E' però proprio questo non dover dimostrare niente a nessuno che trasformi in arroganza, quella del migliore.
Urgenza di Elenamente
in: *conosciamoli meglio, non sono moralista, non sono impermeabile, non sono una, non sono innamorata, non sono impegnata
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Tra palco e realtà
mercoledì, 10 dicembre 2008, 16:25
E' bello arrivare a San Lorenzo un po' fatte e allestire la mostra.
E' una cosa che accade semplicemente, ma che rimane nei ricordi come tutte le prime volte.
E' bello sentire Andrea estasiato per il brano attaccatto alla parete. Sentirgli dire che è una delle cose più toccanti che abbia mai letto, e solo dopo dirgli che l'ho scritto io.
E' bello dividersi la pizza con due persone che mi porto dentro da dieci anni.
Uno dei quali mi ha spezzato il cuore per la prima volta. Arrivati al bicchiere di vino rosso, il fattaccio esce fuori e se ne ride insieme. Sì però mortacci tua, dico.
E' bello veder arrivare anche mio fratello e stare lì proprio come quattro amici al bar, immaginando questo circolo culturale meraviglioso, una vita libera.
E' bello l'amore negli occhi di Laura e sentire Andrea dire "Elena, magari fra dieci anni noi due ci sposiamo."
Sono belli i discorsi e le risate, la gente che guarda e commenta le foto. La gente che legge il mio brano.
Siamo stilosi all'inverosimile, siamo avanti.
Siamo artisti e ci brillano gli occhi.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono ferma, non sono impermeabile, non sono a disagio, non sono innamorata, non sono pazza
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Laura
lunedì, 15 ottobre 2007, 00:26

Sarà che io t'ho sempre vista
Come rinchiusa
In stoffe dai colori spenti e spesse
A tenere ben nascosta la tua
Pelle di velluto
Ma adesso seta ti accarezza
In onde fresche
Scivolando lungo ogni tua sponda
Celando e liberando ancora
Non sei che tu
Tornata in vita.
Sarà che il giorno spoglia ogni mistero
E acceca a lampi
La tua fumosa fantasia
E che la notte quando torna è così buia
Che non ti svela
Che quasi gela
Ma adesso che piccoli lumi colorati
Giocano d'ombre su questa parete
Tu quasi brilli rosso e di passione
Non sei che tu
Tornata in vita.
Sarà che poi parlare
Non t'aiuta
Ti spieghi a tratti e a tratti
Resta il silenzio
Che adesso nell'aria densa di nuovi suoni
Tu mi racconti di luoghi in fondo
Ai tuoi pensieri
Di desiderio e di anima e di corpo
Non sei che tu
Tornata in vita
Ed è sublime.
Foto modificata dalla sottoscritta ma trovata Qui
Urgenza di Elenamente
in: *non sono intoccabile, non sono impermeabile, non sono mascherata
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Dai che piove.
martedì, 18 settembre 2007, 11:40
Forse in una delle mie precedenti vite sono stata una contadina. O una lumaca. O una strega.
Fatto sta che la pioggia ha un effetto benefico su di me. Non mi dispiace mai un bel temporale, neanche quando sono a piedi senza ombrello. I tuoni mi esaltano. I fulmini e i lampi mi esaltano.
D'estate aspetto fiduciosa l'acquazzone caldo, per camminarci dentro finchè non mi sento io stessa pioggia, gocciolante, pulita, e mi viene da ridere.
Stamattina dormivo con le finestre aperte e sentivo le gocce potentissime oltrepassare la zanzariera, frammentarsi e perdersi nella stanza, fino al pavimento, fino alla metà vuota del mio letto, fino al mio viso.
Uno di quei momenti in cui mia madre scatterebbe in piedi per barricare tutto, asciugare tutto, lavare tutto, sistemare tutto. Io mi sono coperta meglio e me la sono guardata, questa pioggia invadente che m'aveva svegliata a modo suo. Meglio di un caffè. Meglio di una sveglia. Peggio di un bacio, ma tant'è.
E adesso il cielo non è grigio come ci dicono, non è azzurro come dovrebbe. E bianchissimo.
Sembra un'immensa tazza di latte caldo.
E io sto meglio di ieri.
The apple falls
Destiny calls.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono depressa, non sono impermeabile
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Fiore di Loto
giovedì, 09 agosto 2007, 16:31
Cosa ne possiamo sapere.
Cosa ne vogliamo sapere.
Effettivamente succedono cose che non avresti mai detto e succedono cose che avevi previsto e succedono anche piccoli miracoli personali.
Accade di non aver paura di confidare ad uno sconosciuto il proprio malessere, la propria inquietudine.
Sarà che da quegli occhi sereni giungeva scivolando sottopelle la consapevolezza di poterlo fare.
E quegli occhi sereni brillanti in un sorriso hanno da donarti l'aiuto in cui neanche speravi. Accade come in un film, un suo lampo di genio, un breve scambio di battute.
Artefice a metà di questa meraviglia aspetto in piedi di fronte al suo alloggio.
Nelle mani dopo pochi minuti il Sutra del Loto. Curioso, non trovi?
E il Budda allo Specchio, per cominciare.
Lo bevo. Lo mangio. Lo leggo. Lo studio. Recito.
E sono una nuova me.
Inizio questo cammino con un sorriso radioso, respirando un'aria nuova, vedendo altri colori negli stessi orizzonti di ieri. Comprendo e ancora sorrido, mi sento come appena sveglia in un posto nuovo e bellissimo.
I primi passi di un percorso che non si presenta in discesa, ma faticoso e allettante insieme. E io mi alzo da terra, con nuova fiducia. Mi alzo con una nuova forza dentro, mi alzo per non permettere mai più a niente a nessuno, ma soprattutto a me stessa, di farmi cadere.
Scrivo a te.
Vorrei raccontarti ogni cosa perdendomi dentro il tuo sguardo, ma andrà bene ugualmente
Il tempo trascorso si è rivelato necessario, e se mi ha portato a questo è stato anche propizio. Dico addio all'avidità con la quale ho cercato di trattenerti prima, di rincorrerti poi, di attirarti in qualche modo pur di non perderti. Dico addio alla sensazione di non poter star bene senza averti addosso. Dico addio alla paura di dimenticare cosa provo se non lo vivo continuamente. Dico addio ai pensieri pieni di sfiducia e diffidenza. Dico addio alla certezza di dover soffrire. Dico addio alla necessità di sfondare con violenza ogni tua resistenza. Alla brama di possesso dico calmati, avrai modo di sfogarti in altri modi. Dico addio ad un approccio così straziante. Dico addio all'ansia, all'attesa, ad una percezione così esagerata del silenzio.
Tornando non troverai la persona che hai lasciato. Tornando non avrai altre guerre da affrontare. Tornando non avrai l'obbligo di spiegarmi dov'eri e perchè.
Avrai il mio miglior sorriso e un abbraccio che scaldi il cuore col cuore, come ti avevo promesso. Avrai ciò che ogni giorno custodisco con tenerezza. Avrai la mia attenzione e la mia dolcezza, la mia forza e la mia impazienza, la mia ironia e tutta la luce che saprò sprigionare per te, con te, grazie a te.
Lenzuola fresche e acqua calda per le ferite che mi vorrai mostrare.
Non so se tornerai, non so niente e niente ho bisogno di sapere, se non che quel che provo si erge coraggioso e splendente come un fiore di Loto dal fango di tutto quello che ho temuto.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono intoccabile, non sono rassegnata, non sono ottusa, non sono ferita, non sono ferma, non sono depressa, non sono la stessa, non sono impermeabile, non sono a disagio, non sono avida
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