Un minuto alla volta

Come Ha Fatto Lui

giovedì, 27 settembre 2007, 15:25



La risposta è ritirarsi al momento giusto.
E questo è il momento giusto.
Lo è da mesi, forse anni. E dovrò aspettare chissà quanto, faticare chissà quanto, per sparire.
Porgo le mie umili scuse a chiunque ne voglia. Ma io qua ci sto male. Male. Male.
Sono una qualunquista da sempre, non lo dico per finta modestia, è la verità. Sono una qualunquista perchè non ho mai avuto uno straccio di ideale; la mia interpretazione dei fatti è talmente lontana da quelle generalmente condivisa da avermi portato negli anni a commentare con un ricco "Tant'è." la maggior parte dei fatti umani e sociali in cui mi sono imbattuta.
Sono qualunquista perchè qualunque cosa accada, sarà sempre e solo peggio. Per tutti. Soprattutto per me, che apertamente non condivido nessuno e ripeto, nessuno dei pricipi cardine della società moderna.
Frase che mi ricorda o che forse è la precisa citazione di Tyler in accappatoio che fa da sottofondo a Cornelius al telefono con la guardia.
Nata qui, nel 1985. Condannata al rispetto di regole che non condivido finchè non avrò strisciato a sufficienza da potermi permettere una realtà personale, completamente scissa dalla società. E avrò comunque le mie tasse da pagare, le mie multe da pagare, le mie libertà da acquistare quotidianamente e col sorriso, che siamo ragazze educate e di buona famiglia.
Qualcuno ha stabilito una linea guida. Per avere il controllo della situazione. Nobile intento.
Potrei schierarmi in uno di quei coraggiosi gruppi di sovversivi che tentano di cambiare il mondo. Potrei. Alchè dovrei lottare
Contro la chiesa
Contro la religione stessa
Contro svariate leggi
Contro le superpotenze
Contro l'abuso di potere dei governatori
Contro l'abuso di potere delle autorità in generale
Contro l'abuso di potere delle guardie per strada
Contro l'abuso di potere delle istituzioni
Contro l'abuso di potere dei professoroni
Contro la diffusione di notizie false
Contro l'aristocrazia
Contro l'economia
Contro la morale
Contro la tecnologia
Contro il sonno delle menti
Contro la televisione
Contro il cinema
Contro il mondo dello spettacolo
Contro la guerra
Contro le missioni di pace
Contro la schiavitù
Contro il silenzio dei media
Contro le sette
Contro le armi
Contro le restrizioni alla libertà
Contro le restrizioni
Contro la libertà di alcuni
Contro Lapo Elkann
Contro Valentino Rossi
Contro le testate giornalistiche
E potrei, forse dovrei continuare, ma qui l'importante è rendere l'idea e l'idea che voglio rendere è che niente, niente di quello che mi accade per via della società mi piace. Niente.
Sono totalmente, inevitabilmente, inesorabilmente deviante. Da tutto.

Fortunatamente non ho commesso l'errore di deviare in una direzione precisa, pertanto vedendomi camminare per strada hai poco da sospettare. Mi mimetizzo alla perfezione.

Ma questo mimetismo costa fatica. Perchè un conto è non farsi un piercing al labbro e la cresta verde. Un altro è doversi attenere. Attenersi. Che brutta incombenza.
Come quando l'autorità di turno snocciola le quattro stronzate che ha appreso senza il minimo sforzo intellettuale, dacchè in quanto autorità riconosciuta da tutti non ha che da deliberare. Delibera maledetto idiota, delibera.
Io farò sì con la testa. Finchè dovrò.
Che il mondo vada allo sfascio, visto che ci tiene tanto.
Io, continuando a chiedermi cosa aveva il tizio che manovra Bush contro le torri gemelle, sogno casa mia.

Sogno il mio casale nella prateria, lontano da tutto e da tutti.
Sogno di crescere i miei figli insegnando loro il coraggio del pensiero.

Io, se fossi Dio
Mi ritirerei in campagna,
Come ho fatto io.
G.Gaber



Urgenza di Elenamente
in: *non sono convinta, non sono paziente, non sono soddisfatta, non sono nobile, non sono moralista, non sono speciale, non sono cattolica, non sono credente, non sono sospetta, non sono impegnata, non sono tollerante, non sono formale, non sono accanita, non sono fiduciosa
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Tutto il marcio che è in me.

sabato, 23 dicembre 2006, 03:13



Il bello di internet è che quando vuoi chiudi un mondo e vivi in un altro.

Il brutto è che in questo modo tendi a prendere il buono da entrambi i mondi e a fuggire da uno all'altro a seconda di come butta. Un click, e non sei più uno sfigato senza amici ma il re dei vampiri, sul tuo blog nero e viola a tirartela. Un click, e una conversazione sgradevole si conclude, e nessuno mai potrà dire di averti sentito mentre biascivavi messo alle strette da un ragionamento che fila.

Io mi trovo male in entrambi i mondi, perchè in entrambi i mondi incontro quasi esclusivamente personalità che, messe di fronte alla mia, cedono. Così ormai, ogni volta che incontro qualcuno, sono solita pensare che se dura più di un mese è già una fortuna.

Io non ho attacchi isterici, non pretendo la luna, in generale non ho atteggiamenti considerabili "dannosi" per i rapporti. Ho svariati difetti, certo, ma non sono peggiori di quelli degli altri.

Il mio vero grande handicap è la voglia di capire. A forza di scavare, trovi sempre merda. E questo tuttosommato neanche mi frega, c'è tanta merda anche dentro di me. Il problema è che a forza di scavare chi hai di fronte scappa, si dilegua, terrorizzato all'idea che tu gli veda dentro tutto il marcio.

E hai voglia, a spiegare che quel marcio è l'unica cosa che conta di noi, perchè è l'unica vera. Non c'è verso, scappate tutti. Nessuno vuole essere razzista, nessuno vuole amare la morte e il sangue altrui, nessuno ammette di invidiare e odiare i migliori, e tra quei pochi che lo fanno, la maggior parte sta mentendo tanto per costruirsi un personaggio alternativo e sopra le righe.

Forse il mio destino è quello di diventare pazza del tutto. Forse è così. Di certo non sono sola, e questo basta.

Di certo ce ne vorrà per trovare qualcuno che oltre a capirmi possa anche scoparmi.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono ferita, non sono soddisfatta, non sono nobile, non sono sola
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Tra l'altro, le parole non mentono.

venerdì, 08 dicembre 2006, 17:53



 Ieri io e Laura (Lauraria, fra i link) abbiamo parlato per nove ore, chiuse nella mia Twingo. Nell’unico posto che ci permette di parlare nove ore senza avere elementi di disturbo di qualsiasi genere. Nell’unico posto che ci ospita senza pretendere niente in cambio, tra l’altro. Da uno dei cinquemila discorsi sfiorati nasce la riflessione che per la quarta volta tento di riportare su questo dannato blog. Salvo telefonate, importantissime comunicazioni di mia madre, morte improvvisa o raptus selvaggi, stavolta dovrei riuscirci.

Innervosita al punto di doverci mettere anche più veleno del previsto.La nostra amica morale, la nostra preziosa etica, nata qualche migliaio di anni fa, ci impone, senza preoccuparsi minimamente delle nostre caratteristiche naturali, di rispettare un codice implicito ben preciso.

Qualche esempio:

Non bestemmiare il dio che abbiamo inventato.
Non dire che puzza a qualcuno che puzza.
Non dire che trovi noiosa una persona noiosa.
Non dire che hai detto una balla, piuttosto dinne un’altra.
Non pensare che il ragazzo figo della tua amica è figo.
Non renderti conto che l’amico di tuo zio vorrebbe fotterti nel bagno anche subito.
Non troncare una conversazione che non ti interessa.
Non reagire male di fronte ad un parere davvero idiota.
Non giudicare sbagliata un’azione che consideri sbagliata.
Non dimostrarti mai troppo felice, pur essendolo.
Non dimostrarti mai troppo triste, pur essendolo.
Non litigare, non discutere, non offendere.
Non negare mai il saluto.
Non agire d’istinto.
Non odiare, non pensare male, non rivelare uno stupidissimo segreto.
Non sfruttare le persone che traggono giovamento dall’essere sfruttate.
Non dominare su esseri dominabili.
Non negare agli altri la possibilità di interagire con te.
Non prendere in giro le disgrazie altrui.
Non sentirti migliore degli altri.
Non rivelare mai la benché minima propensione all’antisemitismo. (N.B: Puoi prendertela con gli zingari, se proprio ci tieni.)
Non ostentare l’originalità del tuo pensiero.
Non credere troppo nelle tue capacità.
Non credere troppo poco nelle capacità di chi hai di fronte, o comunque non rivelare questa attitudine.
Non ti dilungare.

E anche:

Sii gentile.
Sii educato.
Sii modesto.
Sii solidale.
Sii un buon ascoltatore.
Sii pacato.
Sii prodigo in favori.
Nel dubbio, chiedi sempre scusa.
Scegli un interesse e portalo avanti con tenacia.
Fai in modo che sia un interesse largamente condiviso.
Sii dunque tenace.
Sii pluralista e progressista, ma moderato.
Sii discreto in ogni esternazione o voglia o necessità.
Fatti consolare.
Fatti piacere l’orrenda pratica del pietismo.
Sii buono e generoso.
Porgi la guancia. L’altra, demente.
Sii divertente e simpatico.
 
Ora. Potrei continuare, ma penso sia sufficiente così.
 
La verità è che la nostra amica etica è una catena stretta intorno al collo, che limita ogni nostro istinto. Quando non lo soffoca del tutto.
 
Ci fa credere che una parola melodiosa e evocativa come “superbia” sia da considerare un difetto. Che a questa vada preferita la “modestia”, una parola che di suo già non rende altro che se stessa.
 
Ieri parlando con Laura ho immaginato un uomo virile, bellissimo, salire gli ultimi tre scalini verso il podio più alto del mondo. Come sottofondo di questo evento, una parola. Una sillaba per ogni scalino, e infine l’esplosione della soddisfazione del nostro eroe. ME-GA-LO-Mania.
Quale tremendo difetto, questa megalomania. Sia mai dovesse evitarti di sentirti una nullità per l’intero periodo del tuo bonus-vita.
 
Altro doppio curioso, almeno per me: Paradiso e Inferno.
Avanti, avanti gente. Paradiso...questa parola banale, così aperta, dispiegata ai nostri occhi così come nelle nostre orecchie. Così simile a “paralisi”. Così bianca e noiosa.
Inferno…una parola che indica qualcosa di negativo, e fin qui. Se la tua vita è un inferno, teoricamente potrebbe andar meglio. Eppure…è una parola sensuale, profonda, color del sangue. La preferisco nettamente, ebbene sì. Poi il fatto che io non creda in nessuno dei due è relativo.
 
Altri esempi, altre riflessioni, rimangono tra me e me. Tra me e Laura, anzi.
                                                                                           
 
 
 
 
 
 



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martedì, 28 novembre 2006, 00:30



Cacchio.

Sto discutendo di boom economico. Di povertà nel mondo. Di nichilismo. Di speranze andate in fumo in passato. Di alternative politico-sociali. Di precariato.

Cacchio.

Io di tutte queste cose me ne strafrego.
Sono un'individualista, un'egoista.
Certe battaglie le condivido, altre no, ma non è questo il motivo per cui mi dissocio.

Mi dissocio perchè la vita è breve. Sì, lascerò i miei figli in un mondo di merda. Sì, forse faccio parte della categoria "Tanto io non faccio la differenza". Però sì, io la mia missione personale ce l'ho.

Forse non è nobile come quelle delle associazioni no-profit. Forse sì.
Forse serve solo a farmi stare meglio.

Forse potrei essere una grande amica di Domiziana Giordano.

L'unica cosa che so fare è arte. L'unica cosa che mi impegna è l'arte. Solo le parole mi seducono e mi straziano davvero. L'animo umano, quello più profondo e nascosto, è la mia meta.

Sarà una boiata, non mi interessa.
Il mio bonus vita, oggi, si orienta verso l'egoismo più totale.

Il mio bonus interesse è per le persone che amo, per le mie passioni, per i miei desideri. Sul podio, vincitrice indiscussa del premio importanza, ovviamente me stessa.

Troppo stringata 'sto giro?

Sarà che penso ad altro, sarà che scrivo sempre un terzo di quello che vorrei.
Sarà che non so più com'è perdersi.
Che non mi perdo mai.

Che non mi voglio perdere.

Sarà che se la disposizione dei reparti del mio cuore non mi esalta, se non altro non mi turba. E non voglio scombinare niente. Eppure qualcosa ha ripreso a muoversi.

Mi sto innamorando?

Ti prego, vai via. Scompari. Scappa. Fammi del male. Renditi stupido ai miei occhi. Evitami.

Ti prego, non cercarmi. Non sconvolgermi. Non donarmi dolcezza e empatia e calore e speranze e ricordi e ancora empatia.

Io non voglio amarti.

Che casino di post.

 

 

 



Urgenza di Elenamente
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