Un minuto alla volta

25 aprile

domenica, 26 aprile 2009, 19:19



«Sono maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà»

Berlusconi, vaffanculo.
Berlusconi, sul serio.
Vaffanculo.

Per festeggiare il 25 aprile, io sto studiando seriamente il ruolo dei partigiani nella nostra storia nazionale.

Libertà e liberazione passano dall'informazione.



Urgenza di Elenamente
in: *conosciamoli meglio, non sono rassegnata, non sono -ista, non sono eroica, non sono vostra, sì sa mai, non sono un prodotto
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Marajà

giovedì, 26 febbraio 2009, 01:12



E' tempo di quaresima, ovvero di quaranta giorni di preparazione alla Pasqua.
In questo periodo si osserva una condotta specifica: negando sè stesso in atto di umilità ci si avvicina a Cristo, che prossimo alla resurrezione era pur sempre morto.
Che da bambina alle prime pasque mi chiedevo "E' già morto?" avendo appena festeggiato il Natale.
Le parole chiave della quaresima sono:
Digiuno
Astinenza
Penitenza
Elemosina
L'ho scoperto mentre saziavo la fame chimica con pane e nutella.

T. Si chiede come è riuscita la chiesa a convincere la gente a non fare quello che vuole.
E tira in ballo le suore di clausura.
A me viene in mente che come i cattolici volevano salvare la Englaro,
io vorrei salvare le suore di clausura.

E se penso alla Englaro, penso al padre indagato.
Beppino Englaro, indagato per aver fotografato sua figlia, non rispettando l'esplicita richiesta di Beppino Englaro, cioè se stesso, di non fare alcun tipo di foto a sua figlia.

Io sul nostro governo ci piscio. Mi fa schifo. A prescindere dall'episodio.
E non è che mi fa schifo così,come la gente, perchè tanto so' tutti porci. Questa è una frase che risale agli anni 80, si sente dire e la ridiciamo da tre generazioni.
Ma non basta più.
Magari, fossero dei porci.
Magari, il grande fratello.
La realtà dei fatti è che George Orwell era un ottimista. Un ingenuo.
(Ma gli americani la mangiano la Nutella?)

Sono perseguibile a norma di legge se scrivo queste cose?
No, credo, finchè non pretenderò di poter aumentare la mia visibilità/notorietà.

Goethe ha detto una cosa saggia:

Un arcobaleno che dura un quarto d'ora non lo si guarda più.



Urgenza di Elenamente
in: *notturni, conosciamoli meglio, non sono rassegnata, non sono cattolica, non sono credente, non sono pazza, feattiziano
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Sii il tuo miracolo

venerdì, 19 dicembre 2008, 14:59



Eurostar Italia  Eurostar Italia  9310
del 22/12/2008   da  Roma Termini (09:00)  a Trento (14:04)

Ci rivediamo l'otto gennaio.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono rassegnata, non sono ferma, non sono la stessa, non sono qui, non sono una, non sono impaurita
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DottorG sul finale

giovedì, 20 novembre 2008, 18:24



Del tipo che se fossi in voi lascerei stare il post e andrei alla foto.

Ho cambiato quadro.
Come nei videogiochi. Adesso tutto quello che avevo imparato a fare non serve a niente.
Certo, i poteri sono sempre quelli.
Ma lo scenario, i nemici e l'obiettivo sono nuovi.
Forse ho proprio cambiato videogioco.
Perchè adesso non ha importanza la verità, anzi.
Sono giorni che penso allo scorrere.
Scorrere, torneremo a scorrere.
Tutto scorre.
Leopardi ha scritto che la vera felicità sta nell'attesa. Il sabato del villaggio.
Io sono al martedì del villaggio, mi sa.
Non vorrei farmi la dormita settimanale proprio di sabato, ma la vita non è come la settimana, mica lo sai quando ti conviene stare attenta.
Per cui proseguo con le mie valutazioni post-operatorie, mentre sfido il malditesta a fuochi incrociati: l'aspirina americana da un lato  e  l'autogol della sigaretta dall'altro.  Io lo sfido, poi vedesse lui se aumentare o  sparire.
Questo computer sta andando a farsi fottere.
Come anche la mia vita.
Sono tornata da Pantelleria con l'assurda convinzione che tutto fosse rimasto dov'era, com'era. Certa dell'aderenza completa fra realtà e ricordo.
Sono quattro mesi, cosa vuoi che sia.
Poi mi sono resa conto che io non ero la stessa e anche intorno a me qualcosa era cambiato.
Ora, e solo ora, mi rendo conto della verità: è proprio andato tutto a puttane.
Non c'è traccia di niente.
Nulla è rimasto quel che era, alla faccia di chi dice che quando torni da una fuga trovi gli stessi problemi di sempre. Magari.
Adesso sono come un foglio bianco.
Su cui sto scrivendo a matita. Tenendo nella sinistra la gomma pane, che non lascia traccia di eventuali scelte sbagliate.
E' tutto provvisorio.
E' tutto evanescente.
Tranne la consapevolezza che di questo a nessuno fregherà mai un cazzo.
Neanche a me in fin dei conti.
Il mio è un fissare le svolte, su questo pezzo di web.
L'ho sempre detto: scrivo quando sono certa.
Quando raggiungo il massimo della consapevolezza riguardo il pensiero in oggetto.
E allora eccomi qua.
De nuevo.
Apparte che man mano mi rendo conto di quanto molto si ripeta.
Non mi stupisco più quando vedo qualcuno affrontare con scarso entusiasmo una cosa che io non ho mai fatto: semplicemente, contano le prime volte.
E le seconde, va.
Vale ancora la storia delle scatole, che non so dove avevo scritto.
Queste realtà che ti circordano in tutta la loro importanza, e che poi passano e ti rimangono alle spalle, per apparire sotto forma di insignificanti scatole di ciarpame quando ti volti.
Pensare che io neanche mi volto.
Tanto mi porto appresso tutto il necessario.
E quel che mi fa soffrire non è mai necessario. Sta cosa dovrei divulgarla.
Le persone si trascinano dietro zavorre di ricordi negativi. Che cazzata.
Mi dispiace di essere così fredda.
Un tempo ero un iceberg. Sto diventando un blocco d'acciaio.
Qua non si tratta più di far sciogliere il ghiaccio con un po' di calore.
Bisogna avere la chiave giusta, e basta.
Inutile star lì a menare il can per l'aia. Anche questa frase andrebbe divulgata. La gente perde tempo.
Ragiona, ripensa, si rigira nel letto.
Grovigli di stronzate, quando se è sì è sì, e se è no è no.
La vita è facile. Fa schifo, ti spacca in due, ti uccide a volte. Ma facilmente.
Sento di poter dire di essere una delle persone più rispettose che conosco.
Così, per dire.
Ho una gran voglia di vuotare il sacco ma non basta mai, sto scrivendo ovunque ed è per questo che benedico questi periodi di merda.
Senza di essi non ci sarebbe tempo  per pensare a come ci si può salvare. Oltre al fatto che non ce ne sarebbe motivo.
In definitiva sto bene.
Mi reggo in piedi, mi è passata l'emicrania, tra poco ho il corso di teatro.
Certo non sono mai stata così sola in vita mia.
Era un momento annunciato, voglio dire.
Sono un'asociale, lo so.
Anzi, a dire la verità sono proprio sociopatica.
A teatro ad esempio. L'insegnante mi butta letteralmente addosso agli altri, continuando a ripetermi che devo imparare a non essere individualista.
Eh. Già.
Non mi fanno schifo le persone.
Non penso di fare schifo alle persone.
Ma c'è l'eventualità che sia così. Sia per me che per loro. E siccome in questa società di merda dire la verità è un reato, io non so mai davvero cosa credere di quel che mi trasmettono gli altri.
Così, nel dubbio, resto distante.
Mi sembra logico.
Attendo segnali convincenti, lanciandone a mia volta a profusione, perchè non sono certo una che si risparmia.
Nei segnali.
Non rischio.
E così lei mi sta insegnando a rischiare. Almeno sul palco. Devo poggiare la testa sulle spalle di qualcuno, toccare un viso, dare la mano, abbracciare.
Per me è un muro da scalare.
Per cui figuriamoci quando non c'è l'insegnante nei paraggi, cioè quasi sempre, che tipo di persona posso essere.
Io non cerco nessuno.
Raramente rispondo a chi mi cerca.
Me ne sto per i fatti miei, un po' stupita e un po' serena.
E' strano pensare che ami fare l'animatrice? In realtà no. Le relazioni di una settimana sono fantastiche: non fai in tempo a scoprire che schifo hai davanti. Reciprocamente parlando.
Ti scambi il necessario man mano che si avvicina l'addio, e rimane il meglio.
Ricevo chiamate da numeri che non conosco. Questo però era uno squillo...ancora gli squilli cazzo.
E ogni volta penso oh, stai a vedere che è tipo l'uomo dei miei sogni che mi ha vista di sfuggita e mi ha cercato per sei mesi, e alla fine mi ha trovata.
Certo è che l'uomo dei miei sogni non fa gli squilli alla cazzo.
A proposito di uomini, direi che è giunto il momento di presentare il mio nuovo sogno erotico.



Costui è Guido Caprino e sì, mi vedo Amiche Mie. Margherita Buy è meravigliosa.
Adios.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono rassegnata, non sono soddisfatta, non sono depressa, non sono a disagio, non sono impegnata, non sono accanita
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Alla mia

sabato, 18 ottobre 2008, 01:51



Ci sono delle cose che ormai fanno parte di me spontaneamente, silenziosamente.
Sono le cose a cui credo, le mie teorie.
Il modo in cui vivo.

Credo che non ci voglia niente a sapere chi hai davanti, mai.
Perchè il modo di muovere le mani di una persona racconta, come l'espressione assorta e la qualità della pelle.
Credo che una faccia brutta non porti mai buone sensazioni.
Credo che ci porta buone sensazioni, chiunque sia, non sarà brutto ai miei occhi, mai.
Credo che la bellezza sia espressione di felicità, non canone.

Credo che sottoforma di energie tutte diverse fra loro, ci arrivi sempre la giusta scossa.
Credo però che ci abbiano insegnato a non saper interpretare le nostre scosse.
Io vivo cosciente di questo.

Credo che per ritrovare se stessi nell'impiastro con cui hanno farcito sia spesso difficile.
Credo comporti sofferenza, a volte.
Ma credo anche che se deve esistere un dovere morale, il nostro è quello di vivere con i sensi.
Rincorrendo la scia di profumo.

Le persone sembrano inconsapevoli, e spesso lo sono.
Ma volendo, ci si può percepire.
A volte ho osservato persone capire. Ed erano splendide mentre si affacciavano appena, incuriosite.
Ma poi le ho perse, di nuovo ingarbugliate nel nastro trasportatore.



Urgenza di Elenamente
in: *non sono rassegnata, non sono ferita, non sono ferma, non sono speciale, non sono depressa, non sono innamorata, non sono formale, non sono accanita, non sono utile
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