Mi scaravento
venerdì, 27 febbraio 2009, 16:18
Vedo il male dappertutto perchè evidentemente ce l'ho dentro.
Non credo di aver mai rifiutato l'ipotesi.
Anzi.
Sono convinta di essere marcia dentro, ma di brutto.
Da qualche parte fra l'ovatta ho una specie di propulsore di odio e dolore e angoscia.
L'aspetto terrificante è che esplodo.
Tutti i miei stati d'animo, immancabilmente, esplodono.
Così ci sono volte in cui vorrei ballare girando su me stessa ringraziando il cielo per una banalità, e altre in cui probabilmente non ucciderei, ma farei molto, molto male.
In questo momento scrivo velocissima pur di non prendere quel cellulare di merda e fracassarlo contro il muro.
Seguirebbe il fottuto modem, questo computer del cazzo e le casse e i libri e gli inutili oggettini in fimo.
Sono intollerante alle incomprensioni.
Soprattutto se a non comprendere sono io.
Ho l'assurda pretesa che vada sempre tutto a meraviglia, e l'unica terapia che conosco per evitare di autodistruggermi ogni volta che qualcosa non mi piace è scrivere.
Scrivo e fumo.
Scrivo e fumo.
*
Io non lo so come sono uscita fuori e perchè.
A me sarebbe piaciuto essere una che fa la preziosa, ad esempio, e invece svendo tutto quello che sono neanche fossi San Francesco. Mi sarebbe piaciuto essere una di quelle che quando si mette in testa una cosa non la smuovi di un millimetro mai, e invece sono rimasta come i bambini, che si lasciano incantare da tutto. Mi sarebbe piaciuto essere viziata in modo spropositato come quelle che a San Valentino entrano in casa ed è pieno di palloncini a cuore e l'anello e la torta e i biglietti per Parigi, invece sono una che queste cazzate anzichè viverle le organizza agli altri, così.
Per sport.
Mi sarebbe piaciuto essere una che cade sempre dal pero, che rimane sorpresa delle cose, e invece sono così fottutamente attenta che capisco sempre prima quello che sto per vivere, e mi brucio l'emozione.
Mi sarebbe piaciuto avere i capelli lunghissimi e lisci o cortissimi e ricci e invece non vanno oltre le spalle e rimangono mossi, non si sa da cosa, stanno lì come se mi fossi ripiegata una scopa sulla fronte e creano queste inutilissime onde, oltre a cadere in quantità tale che a volte a fine lavaggio mi chiedo se me ne sono rimasti in testa o stanno tutti otturando lo scarico.
Che devi fare.
Serena diceva sempre "la vita è infame", lei lo diceva per chiudere i discorsi scomodi e aveva ragione, è proprio infame.
Mi sarebbe piaciuto poter indossare le camicie bianche senza reggiseno, far intravedere il capezzolo in punta a dei seni piccolissimi, e invece se facessi una cosa del genere sarei arrestata dalla buon costume.
Mi sarebbe piaciuto essere una tipa originale, alternativa e sempre all'avanguardia, invece finisco sempre col mimetizzarmi perfettamente nel contesto.
Mi sarebbe piaciuto sconvolgere le persone con la mia sola presenza, invece le rassicuro. Mi sarebbe piaciuto essere conturbante e torbida, invece sono almeno sei anni che sembro pronta a fare la mamma o la maestra d'asilo.
Mi sarebbe piaciuto sapere cosa aspettarmi da me quando sono in mezzo alla gente, invece ogni volta che entro in una stanza mi chiedo che cosa combinerò, perchè mi sarebbe piaciuto essere me stessa a prescindere ma invece ho la pessima, pessima abitudine di osservare prima il nemico.
Mi sarebbe piaciuto vedere solo il bello delle persone, e invece la prima cosa che mi salta dentro è sempre il marcio, lo fiuto come un cane da tartufo.
Mi sarebbe piaciuto sbagliarmi, qualche volta, ricredermi e capire che sono solo una sospettosa diffidente, e invece l'esperienza mi ha insegnato che devo fidarmi e basta.
*
Non sono la cosa che più temevo: un prodotto.
Della società che ti schiaffa sul binario, della famiglia che ti sospinge verso una determinata ascesa, dei media che ti distraggono dai punti cruciali, della cultura che ti circoscrive, dai rapporti umani che ti limitano, del sapere che ti appesantisce, delle passioni che ti incantano, delle paure che ti insabbiano, delle certezze che ti ingannano.
Io mi sento libera da tutto questo, libera da tutto.
Per esserlo bisogna rinunciare alla vita che hanno gli altri, c'è poco da fare.
E allora spesso sarò inadeguata. Spesso sarò incompresa. Spessissimo, se non sempre, sarò sola.
Ma questa è la mia scelta.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono convinta, non sono ferma, non sono tollerante, non sono mascherata, non sono vostra, non sono un prodotto
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L'Esame E' Finito
giovedì, 15 novembre 2007, 17:14
Lo volete un altro problema tutto mio? Dai, che lo volete. Vi riguarda pure. Forse.
Un altro dei miei problemi è che so trattare le persone nel migliore dei modi. Ovvero esattamente come sperano.
Non è ipocrisia. E neanche un ballo in maschera.
Tantomeno innata generosità.
Il fatto è che non mi è mai bastato un punto di vista solo. Li vorrei tutti.
Allora mi accosto al primo che mi incuriosisce e succhio un po'.
Imito.
Apprendo.
Osservo attentamente ogni mossa del prescelto, cerco di capire come gli vengono in mente certe cose, da cosa dipendono le sue scelte, perchè assume delle pose o non compie delle azioni ovvie.
Studio.
Durante l'ultimo delirio ho chiesto a Laura perchè, perchè sono così irresistibilmente attratta dagli esseri umani?
Avessi scelto le piante, avrei certamente avuto meno noie.
Perchè la medaglia si rovescia, io mi ritrovo ad aver esaurito la ricerca, ad aver appreso tutto quel che mi interessava, ma con un nuovo simpaticissimo amico che mi marca stretto.
La gente non vede l'ora di diventare oggetto di interesse.
Se lo sogna la notte, qualcuno che sgrani gli occhioni quando apre bocca.
Se poi sono verdi, è la fine.
In un mondo che ha da dire tutto di tutto senza aver ascoltato o capito un cazzo di niente, trovare la sottoscritta e le sue ottocentocinquanta domande azzeccate al secondo è un miracolo, me ne rendo conto.
Ma il gioco è bello quando dura poco, marchiamolo a fuoco sulla fronte del Papa.
Io non ho tempo da perdere. E arriva un punto in cui andare oltre sarebbe tempo perso.
Ergo in un istante la ricercatrice muore in un tripudio di "mannaggia a me", e viene fuori la persona peggiore che riuscite ad immaginare.
Non ho molta pietà nel sangue, lo ammetto.
E soprattutto non so fingere.
Il malcapitato arriva saltellante d'allegria per svuotarmi addosso qualche altro pacchetto di fatti suoi, convinto della mia curiosità.
Magari dopo aver lavorato a lungo su confezione e contenuto, per meravigliarmi più della volta precedente.
E invece trova il gelo.
Trova il disinteresse più totale.
Trova anche un certo scazzo.
Si può dire ad un essere umano "L'esame è finito."?
Sì.
Anche a più d'uno in una sola volta.
Roooar.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono tollerante, non sono adorabile
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Di Bipedi
venerdì, 09 novembre 2007, 16:18
Caso umano 1:
- Siete di Roma?
- Sì.
- Che zona?
- ...
- Oh, guarda che non è fondamentale dirmi la via precisa, eh! (ride)
- Non è fondamentale neanche la zona, se vogliamo.
Caso umano 2:
- Scusate, mi serve aiuto.
- ...
- Mi accenderesti la sigaretta? Un mio amico ha collassato,(ride) ha pippato e gli hanno detto che era coca e invece era l'autrice non ricorda cosa fosse regà una tragedia...
- ...
- Barcolla, te giuro non so che fa, porco due (ride) ...aiutateme almeno voi, cazzo, porco due sta de merda, tutto storto, non so che fa...
- ...
- Poi cazzo ma dico io je vendi l'autrice non ricorda cosa fosse al posto della coca, quello ha pippato e mò sta ridotto troppo male, cazzo...
- Ciao.
Scusate. Non è cattiveria. E' che siete urtanti. Vorrei potervi sparare.
Vi ascolto e mi chiedo chi vi si scopa. Chi ha il coraggio di toccarvi. Chi ha lo stomaco di ferro di ascoltarvi sussurrare puttanate fra le lenzuola.
Poi quattro ragazze escono dalla porta ridendo e barcollando, in minigonna, con i capelli piastrati, cerco il cartello con scritto "Voglio dartela" ma loro stesse sono un cartello con scritto "Voglio dartela".
Meno male.
Ragazze svuotapalle, grazie di esistere. Se non fosse che spesso anche i migliori si accontentano dei vostri pigolii, direi che siete quanto di più gradito possa irrompere in un locale.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono paziente, non sono tollerante
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Come Ha Fatto Lui
giovedì, 27 settembre 2007, 15:25
La risposta è ritirarsi al momento giusto.
E questo è il momento giusto.
Lo è da mesi, forse anni. E dovrò aspettare chissà quanto, faticare chissà quanto, per sparire.
Porgo le mie umili scuse a chiunque ne voglia. Ma io qua ci sto male. Male. Male.
Sono una qualunquista da sempre, non lo dico per finta modestia, è la verità. Sono una qualunquista perchè non ho mai avuto uno straccio di ideale; la mia interpretazione dei fatti è talmente lontana da quelle generalmente condivisa da avermi portato negli anni a commentare con un ricco "Tant'è." la maggior parte dei fatti umani e sociali in cui mi sono imbattuta.
Sono qualunquista perchè qualunque cosa accada, sarà sempre e solo peggio. Per tutti. Soprattutto per me, che apertamente non condivido nessuno e ripeto, nessuno dei pricipi cardine della società moderna.
Frase che mi ricorda o che forse è la precisa citazione di Tyler in accappatoio che fa da sottofondo a Cornelius al telefono con la guardia.
Nata qui, nel 1985. Condannata al rispetto di regole che non condivido finchè non avrò strisciato a sufficienza da potermi permettere una realtà personale, completamente scissa dalla società. E avrò comunque le mie tasse da pagare, le mie multe da pagare, le mie libertà da acquistare quotidianamente e col sorriso, che siamo ragazze educate e di buona famiglia.
Qualcuno ha stabilito una linea guida. Per avere il controllo della situazione. Nobile intento.
Potrei schierarmi in uno di quei coraggiosi gruppi di sovversivi che tentano di cambiare il mondo. Potrei. Alchè dovrei lottare
Contro la chiesa
Contro la religione stessa
Contro svariate leggi
Contro le superpotenze
Contro l'abuso di potere dei governatori
Contro l'abuso di potere delle autorità in generale
Contro l'abuso di potere delle guardie per strada
Contro l'abuso di potere delle istituzioni
Contro l'abuso di potere dei professoroni
Contro la diffusione di notizie false
Contro l'aristocrazia
Contro l'economia
Contro la morale
Contro la tecnologia
Contro il sonno delle menti
Contro la televisione
Contro il cinema
Contro il mondo dello spettacolo
Contro la guerra
Contro le missioni di pace
Contro la schiavitù
Contro il silenzio dei media
Contro le sette
Contro le armi
Contro le restrizioni alla libertà
Contro le restrizioni
Contro la libertà di alcuni
Contro Lapo Elkann
Contro Valentino Rossi
Contro le testate giornalistiche
E potrei, forse dovrei continuare, ma qui l'importante è rendere l'idea e l'idea che voglio rendere è che niente, niente di quello che mi accade per via della società mi piace. Niente.
Sono totalmente, inevitabilmente, inesorabilmente deviante. Da tutto.
Fortunatamente non ho commesso l'errore di deviare in una direzione precisa, pertanto vedendomi camminare per strada hai poco da sospettare. Mi mimetizzo alla perfezione.
Ma questo mimetismo costa fatica. Perchè un conto è non farsi un piercing al labbro e la cresta verde. Un altro è doversi attenere. Attenersi. Che brutta incombenza.
Come quando l'autorità di turno snocciola le quattro stronzate che ha appreso senza il minimo sforzo intellettuale, dacchè in quanto autorità riconosciuta da tutti non ha che da deliberare. Delibera maledetto idiota, delibera.
Io farò sì con la testa. Finchè dovrò.
Che il mondo vada allo sfascio, visto che ci tiene tanto.
Io, continuando a chiedermi cosa aveva il tizio che manovra Bush contro le torri gemelle, sogno casa mia.
Sogno il mio casale nella prateria, lontano da tutto e da tutti.
Sogno di crescere i miei figli insegnando loro il coraggio del pensiero.
Io, se fossi Dio
Mi ritirerei in campagna,
Come ho fatto io.
G.Gaber
Urgenza di Elenamente
in: *non sono convinta, non sono paziente, non sono soddisfatta, non sono nobile, non sono moralista, non sono speciale, non sono cattolica, non sono credente, non sono sospetta, non sono impegnata, non sono tollerante, non sono formale, non sono accanita, non sono fiduciosa
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Serate Effettive
lunedì, 28 maggio 2007, 17:43
Superato per sempre il punto del nonritorno, tanto vale raccontarvi come si vive da queste parti. Un esempio banale chiarirà ai curiosi il motivo per cui la sottoscritta vi odia.
Progetto iniziale: Serata in un locale sulla spiaggia, qualcosa da bere, qualcosa da fumare, musica easy, ballo e divertimento.
Obiettivo TEORICO della serata: Divertirsi senza preoccupazioni e/o troppi pensieri per la testa.
Celata speranza TEORICA: Strafigo tenebroso che passeggia di lì, ti vede, ti corteggia con classe e richiama il giorno dopo.
Svolgimento della serata: Superato il traffico disumano e i pedoni suicidi, trovato il posto per l'auto spostando una pattumiera, giunti faticosamente al locale, ci si siede intorno al flebile fuoco di una candela. Il vento fortissimo e gelido, il dj è fermo all'età della pietra e mette su "Camisa Negra". Si beve a fatica, si fuma con disperazione.
Accanto a noi, un gruppo di burini si ubriaca e dà di matto, minacciando la rissa quando da sotto una montagna di sabbia un poverino chiede di spostarsi più in là.
Il nostro accompagnatore forma le coppie e inizia a provarci con gusto, per poi offendersi al rifiuto facendo calare un gelido silenzio. E' il tramonto di ogni minuscola, residua speranza di poter uscire con un uomo senza volergliela dare. Dagli altri falò occhiate fameliche di bipedi penedotati segnano inoltre il tramonto di ogni speranza di recarsi da sole in un locale affollato. Non resta che uscire accompagnate da un parente armato.
Obiettivo EFFETTIVO della serata: Trovare un modo per svignarsela.
Celata speranza EFFETTIVA: Che nessun uomo nel raggio di km si accorga di te.
Conclusioni: A centoventi sulla Via del Mare, via dagli sguardi bramosi, via dalle avance insistenti, via dai discorsi inutili, via dal maschio che si fa pubblicità (e qui aprirei una parentesi troppo lunga sulla domanda "possibile che io abbia pietà e/o ribrezzo di tutto ciò di cui voi vi vantate?"), via da chi ostenta trasgressione disturbando, via anche dalla polizia che non si sa mai.
Non so se rendo.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono soddisfatta, non sono tollerante
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