25 aprile
domenica, 26 aprile 2009, 19:19
«Sono maturi i tempi perché la festa della Liberazione possa diventare la festa della Libertà»
Berlusconi, vaffanculo.
Berlusconi, sul serio.
Vaffanculo.
Per festeggiare il 25 aprile, io sto studiando seriamente il ruolo dei partigiani nella nostra storia nazionale.
Libertà e liberazione passano dall'informazione.
Urgenza di Elenamente
in: *conosciamoli meglio, non sono rassegnata, non sono -ista, non sono eroica, non sono vostra, sì sa mai, non sono un prodotto
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Mi scaravento
venerdì, 27 febbraio 2009, 16:18
Vedo il male dappertutto perchè evidentemente ce l'ho dentro.
Non credo di aver mai rifiutato l'ipotesi.
Anzi.
Sono convinta di essere marcia dentro, ma di brutto.
Da qualche parte fra l'ovatta ho una specie di propulsore di odio e dolore e angoscia.
L'aspetto terrificante è che esplodo.
Tutti i miei stati d'animo, immancabilmente, esplodono.
Così ci sono volte in cui vorrei ballare girando su me stessa ringraziando il cielo per una banalità, e altre in cui probabilmente non ucciderei, ma farei molto, molto male.
In questo momento scrivo velocissima pur di non prendere quel cellulare di merda e fracassarlo contro il muro.
Seguirebbe il fottuto modem, questo computer del cazzo e le casse e i libri e gli inutili oggettini in fimo.
Sono intollerante alle incomprensioni.
Soprattutto se a non comprendere sono io.
Ho l'assurda pretesa che vada sempre tutto a meraviglia, e l'unica terapia che conosco per evitare di autodistruggermi ogni volta che qualcosa non mi piace è scrivere.
Scrivo e fumo.
Scrivo e fumo.
*
Io non lo so come sono uscita fuori e perchè.
A me sarebbe piaciuto essere una che fa la preziosa, ad esempio, e invece svendo tutto quello che sono neanche fossi San Francesco. Mi sarebbe piaciuto essere una di quelle che quando si mette in testa una cosa non la smuovi di un millimetro mai, e invece sono rimasta come i bambini, che si lasciano incantare da tutto. Mi sarebbe piaciuto essere viziata in modo spropositato come quelle che a San Valentino entrano in casa ed è pieno di palloncini a cuore e l'anello e la torta e i biglietti per Parigi, invece sono una che queste cazzate anzichè viverle le organizza agli altri, così.
Per sport.
Mi sarebbe piaciuto essere una che cade sempre dal pero, che rimane sorpresa delle cose, e invece sono così fottutamente attenta che capisco sempre prima quello che sto per vivere, e mi brucio l'emozione.
Mi sarebbe piaciuto avere i capelli lunghissimi e lisci o cortissimi e ricci e invece non vanno oltre le spalle e rimangono mossi, non si sa da cosa, stanno lì come se mi fossi ripiegata una scopa sulla fronte e creano queste inutilissime onde, oltre a cadere in quantità tale che a volte a fine lavaggio mi chiedo se me ne sono rimasti in testa o stanno tutti otturando lo scarico.
Che devi fare.
Serena diceva sempre "la vita è infame", lei lo diceva per chiudere i discorsi scomodi e aveva ragione, è proprio infame.
Mi sarebbe piaciuto poter indossare le camicie bianche senza reggiseno, far intravedere il capezzolo in punta a dei seni piccolissimi, e invece se facessi una cosa del genere sarei arrestata dalla buon costume.
Mi sarebbe piaciuto essere una tipa originale, alternativa e sempre all'avanguardia, invece finisco sempre col mimetizzarmi perfettamente nel contesto.
Mi sarebbe piaciuto sconvolgere le persone con la mia sola presenza, invece le rassicuro. Mi sarebbe piaciuto essere conturbante e torbida, invece sono almeno sei anni che sembro pronta a fare la mamma o la maestra d'asilo.
Mi sarebbe piaciuto sapere cosa aspettarmi da me quando sono in mezzo alla gente, invece ogni volta che entro in una stanza mi chiedo che cosa combinerò, perchè mi sarebbe piaciuto essere me stessa a prescindere ma invece ho la pessima, pessima abitudine di osservare prima il nemico.
Mi sarebbe piaciuto vedere solo il bello delle persone, e invece la prima cosa che mi salta dentro è sempre il marcio, lo fiuto come un cane da tartufo.
Mi sarebbe piaciuto sbagliarmi, qualche volta, ricredermi e capire che sono solo una sospettosa diffidente, e invece l'esperienza mi ha insegnato che devo fidarmi e basta.
*
Non sono la cosa che più temevo: un prodotto.
Della società che ti schiaffa sul binario, della famiglia che ti sospinge verso una determinata ascesa, dei media che ti distraggono dai punti cruciali, della cultura che ti circoscrive, dai rapporti umani che ti limitano, del sapere che ti appesantisce, delle passioni che ti incantano, delle paure che ti insabbiano, delle certezze che ti ingannano.
Io mi sento libera da tutto questo, libera da tutto.
Per esserlo bisogna rinunciare alla vita che hanno gli altri, c'è poco da fare.
E allora spesso sarò inadeguata. Spesso sarò incompresa. Spessissimo, se non sempre, sarò sola.
Ma questa è la mia scelta.
Urgenza di Elenamente
in: *non sono convinta, non sono ferma, non sono tollerante, non sono mascherata, non sono vostra, non sono un prodotto
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